Le bancarelle

 

LE BANCARELLE

 

 

Nella storia del “SEME” c’è sempre stato il ricorso alla “bancarella” come modo di essere presenti sul territorio.

 

Infatti, in questi ultimi anni ci si è meglio attrezzati per rilanciare la nostra presenza con molta più forza, cercando di rispondere ad una serie di sollecitazioni sulla solidarietà ai popoli più poveri, sul consumo critico, su stili di vita fattivi e sulla sostenibilità ambientale. In tutto ciò, un ruolo fondamentale è affidato alle bancarelle.

 

La vendita non è la ragione principale che spinge IL SEME ancora oggi a sobbarcarsi la fatica dell’organizzazione di una bancarella. La buona riuscita di queste iniziative si valuta anche da come la gente risponde, da come le viene dato credito ed appoggio, nella scelta convinta dei prodotti del Commercio Equo e Solidale, che oltre alla loro qualità, portano un nobile contributo alla causa.

 

Esserci per raggiungere sempre nuove persone.

 Esserci per proporre, sensibilizzare, fare cultura.

 Esserci perché è giusto stare con la gente, per condividere i luoghi d’incontro e di festa.

 

 

bancarelle

 

Rilanciare la nostra presenza sulle piazze, nelle sagre di paese, negli oratori, nelle scuole, laddove insomma è significativo esserci, vuol dire avere, un visione puntata verso le nuove generazioni affinché trovino nel SEME una risposta ai loro interrogativi. Il SEME diventa così una proposta all’impegno che porta “nuova aria fresca”. Inoltre, vogliamo rivolgere sempre la nostra attenzione a scrutare tutto ciò che si “muove” nel sociale, pronti a cogliere ogni buona occasione per essere attivi e presenti.

 

Nel gestire una “bancarella” non vogliamo mai perdere di vista le ragioni del nostro "vendere":

    • Non vendiamo per mero profitto e non sfianchiamo chi la bancarella la allestisce, la programma, la organizza e la sviluppa, chi opera al caldo estivo ed al freddo invernale, chi spesso opera in prima linea.

      Per cui vogliamo fare scelte il più possibile oculate, privilegiando situazioni il meno possibile disagevoli, cercare di non lasciare mai una persona a gestire il tutto da sola e fare più turni laddove si rendesse necessaria una certa durata nel tempo.

    • Non siamo venditori di “frittelle o palloncini” – senza assolutamente togliere nulla a chi lo è – per cui non possiamo, senza una ragione ben precisa, metterci in piazza solo per banali motivi di visibilità.

      Una bancarella deve essere il più possibile motivata, cioè agganciata ad un evento: sagre paesane, adesioni verso tematiche sociali, presenza in particolari manifestazioni culturali, …

    • Al DNA della cooperativa deve appartenere la consapevolezza che la gran parte delle merci sono nelle mani di multinazionali che poco guardano all'etica e molto al profitto; che il nuovo assalto della globalizzazione, così come è concepita, creerà molta nuova povertà; che la pace e la questioneambientale sono fondamenti irrinunciabili. Dal nostro punto di vista, è utile quindi appoggiare situazioni dove chiaro è il segnale di questa presa di posizione.

    • L'ambiente delle scuole, dove in una prima fase si è fatta formazione, è sicuramente un altro luogo fondamentale per proseguire il cammino, attraverso il coinvolgimento dei ragazzi stessi nell'allestimento, nella diffusione di materiale informativo e nella vendita dei prodotti della “bancarella”.

Una volta individuato un obiettivo guida, si cerca di contattare le persone o l'ente in questione, avvicinandosi il più possibile allo spirito della manifestazione. Così facendo, si possono porre le basi per un eventuale intervento successivo.