Oltre le sbarre per un’economia sociale

Categoria: NEWS Pubblicato 26 Maggio 2015

Tavola rotonda sulle economie carcerarie e aperitivo solidale

Venerdì 22 maggio, ore 18.30

Quadriportico del Sentierone

Bergamo.

 

 

La pena, in accordo con il ruolo che le viene affidato nella Costituzione, deve avere una funzione rieducativa che si traduce nella possibilità concreta di reinserimento sociale. In Italia, su una popolazione detenuta di circa 66.000 persone, lavora soltanto il 20% delle persone all’interno delle carceri, la maggior parte alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, e di questi solo 2.000 per datori di lavoro esterni.

 

 economie-carcerarie

 

Bergamo e la sua provincia sono ricche di realtà che si occupano di Economia Carceraria in tutte le sue accezioni. Sia che si tratti di attività all’interno delle carceri, capaci di dare un senso al tempo della pena, o di inserimento lavorativo di ex detenuti che permette a chi è rimasto isolato per anni di tornare parte integrante e attiva della società. Esse offrono, attraverso la formazione e un lavoro qualificato e retribuito, una possibilità concreta di riscatto. Formandosi e realizzando prodotti di qualità le persone tornano a sentirsi utili ed è da lì che nasce in loro la volontà di cambiare e realizzarsi, perché la loro vita non si fermi ai reati e alle punizioni.

Con questa tavola rotonda organizzata dalle cooperative Amandla, Aretè, Calimero e Il Seme, dall’Associazione Carcere e Territorio e dall’Osservatorio Cores dell’Università degli Studi di Bergamo, si vuole offrire un’occasione per la cittadinanza di guardare “oltre le sbarre” per diventare maggiormente consapevole di quanto sia vitale e non scontato il rapporto tra lavoro e libertà e scoprire la rete di progetti presenti nella nostra realtà capaci di creare un’alternativa di vita concreta e un modello di economia sempre più attenta alle persone.